Era una calda sera di metà agosto del 1985

in compagnia della mia ragazza avevo appena imboccato la strada provinciale che da Varese porta al lago di Lugano con l’intento di cercare un po’ di refrigerio, quando dopo una curva mi trovai di fronte un’ auto ferma in mezzo alla carreggiata. L’uomo era immobile al volante e guardava con occhi sbarrati verso l’alto, fui così costretto a fermarmi e guardai anch’io il cielo …ma ciò che vidi superò ogni immaginazione.

Un enorme otto formato da 2 sfere unite veleggiava lentamente davanti a noi, nel cielo tra il Monte Campo dei Fiori (1220 mt) e il monte Monarco (855 mt), la forma era ancor più suggestiva dotata com’era di una intensa luce arancio che sembrava riflettere il Sole al tramonto. La visione durò un lungo minuto fino a quando l’oggetto sparì dietro i monti.

Da qualche giorno il quotidiano locale parlava di Ufo ed oggetti non identificati che venivano avvistati in quei giorni ma si sa che in questi casi la credibilità è tale solo per chi ha vissuto certe esperienze, altrimenti tutto scivola via in una sonnolente satira di mezza estate.

Il giorno dopo però decisi alla stessa ora di andare fino in cima al monte dove il giorno prima era scomparso l’Ufo, l’ultimo tratto è da fare a piedi e occorre circa un’ora, insieme a me vennero altre quattro persone. Giunti verso le ore 20 sul  Monarco monte facente parte del gruppo del Piambello nelle Prealpi varesine,ci fermammo a guardare il paesaggio, verso la Svizzera si intravedevano i piccoli laghi di Ganna e di Ghirla.

Erano trascorsi 10 minuti, il sole si era ormai nascosto dietro i monti e le prime luci delle abitazioni sulla mezza costa della montagna si stavano già accendendo. Fu proprio una di queste sul versante svizzero che attirò la mia attenzione, nonostante la distanza era infatti particolarmente vivida…

 

Ma torniamo indietro di qualche ora, quel pomeriggio stavo lavorando ma non c’era molto da fare così pensando all’escursione serale e non sapendo quanto tempo occorreva per giungere in cima a quel monte di origine vulcanica, dissi a Francesco di andare a fare una perlustrazione con la sua moto da regolarità. 

Giunto alla base del monte dove ci si può solo inerpicare a piedi per un tortuoso sentiero, Francesco si imbatté in un uomo che percorreva lo stesso sentiero, rallentò anche perché già allora i motociclisti non erano ben visti e poi a tutto gas si diresse fino alla cima dove giunse in circa 10 minuti. Alla sommità c’è una piccola cappella in uno spiazzo piuttosto piccolo circondato da un muretto dove Francesco appoggiò la moto. Il tempo di guardare il paesaggio quando un rumore tra il fogliame lo fece girare. L’uomo che aveva incontrato all’inizio del sentiero (percorribile in un ora a piedi) era incredibilmente già arrivato ! Un sorriso prima di pronunciare la prima frase …lei crede all’esistenza di vita extraterrestre??? La strana conversazione scivolò per pochi minuti e poi Francesco decise di rientrare inforcando nuovamente la sua fedele moto.

 

Torniamo dunque a quella luce che da vivida diventava sempre più lucente perché mi resi ben presto conto che era in movimento perché iniziava ad ingrandirsi così attirai l’attenzione degli altri.

Le due sfere erano perfettamente delineate e compenetrate e come un piccolo sole arancio in perfetto silenzio solcavano la valle dove sotto scorreva il solito traffico di auto.

Ben presto mi resi conto che era lo stesso oggetto del giorno prima, scivolava nell’aria come su due rotaie invisibili e la sua direzione se non cambiava l’avrebbe portato ben presto a poca distanza sopra le nostre teste. Così presi il telefono da radio amatore che avevo con me e avvertii alcuni amici che stavano sull’altro lato della vallata …ma questo fu un errore o forse no chi può dirlo.

Quella comunicazione bloccò l’avvicinarsi del nostro oggetto non identificato , perché si fermò nel cielo restando immobile perfettamente.

 

Cercai di vederne meglio la superficie che mi sembrò quella di un cristallo sferico dalle numerose sfaccettature, ma fu per poco perché improvvisamente ritornò indietro sullo stesso percorso per sparire all’orizzonte e questa volta per sempre. Tornerà?

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